Mancano le parole? O sono troppe?

Immagine 1

Ti sei mai chiesto a che servono le parole? E come le utilizziamo?
Mi dirai che esse servono per dialogare.
Ma immagina che io sia un extraterrestre capitato per caso sulla terra. Ebbene, nel momento in cui io ti chiedessi dove abiti? Tu mi risponderesti, candidamente: io abito in via tal dei tali numero 25.
Ebbene, io non capisco. Non sono in grado di capire.
Io non conosco il significato della parola via. E ti chiedo. Cosa significa via?
E tu mi rispondi. Via è una strada, una strada di una città.
Ah! Che cos'è una strada?
Ma come? Una strada è il luogo dove si cammina, dove tutti vanno per dirigersi in un posto.
Ehi! il luogo… Cammina… un posto… ma cosa significano tutte queste parole?
Ti rendi conto che tentare un dialogo in queste condizioni significa solo convenire che non siamo in grado di dialogare.
Io extraterrestre, non posso dialogare con te!
…A proposito. Qualche tempo fa le grandi menti della Terra decisero di utilizzare la matematica per dialogare con gli extraterrestri. Hanno pensato ai numeri, e hanno inviato messaggi nello spazio. Stanno ancora aspettando risposte a quei segnali! E aspetteranno ancora fino alla fine dei tempi! …E allora come far in modo che ti rispondano? …È necessario che quel qualcuno abbia qualcosa in comune con te! …Perlomeno le tue simbologie. Perlomeno alcune tue parole, perlomeno l'aver vissuto una qualche esperienza con te o che sia simile o uguale… insomma di qualcosa che faccia da collante fra la mente agente e quella reagente. …Dunque la parola può servire e può essere utilizzata solo nel momento in cui è partecipata. …Perché in quel momento, nel momento in cui la parola è partecipata, solo allora è possibile trasmetterla ad altri. …Prima di poter parlare devo essere in possesso qualcosa che sia comune ai due interlocutori, su poter cui fare affidamento per poter comprendere e reagire. Ve ne rendete conto di questo vero?

Immagine 2