Perchè lifeteaches
La vita insegna?
Anno scolastico 1982-83.
Dopo 15 anni di insegnamento
presso i licei scientifici da 8 anni, quale vincitore di due
concorsi a cattedre (allora assegnati ad personam) persi la mia cattedra in seguito ad una legge,
entrata in vigore in quegli anni, per cui furono eliminate le cattedre individuali e
create nuove graduatorie basate, in modo preponderante, sull'anzianità. Questa valeva molto
di più dei titoli anzi i titoli e il merito non furono più considerati.
Alla faccia del "merito" e della "gioventù" che sin da allora venivano sbandierate come
prerogative essenziali per il rinnovamento della società itaòliana.
Fu
così che corsi il rischio di finire fuori regione e ricominciare da zero in un mondo sconosciuto
e con una famiglia sulle spalle.
Fui fortunato!
Un collega che insegnava nel liceo artistico aveva chiesto il pensionamento.
Questo che gli concesso durante quell'estate. Fu così che si liberò un posto presso
il locale liceo artististico.
Iniziai il nuovo anno con assoluta tristezza e senza alcuna voglia.
La scuola non era più la mia vita! Eppure l'avevo nel sangue!
Presi una decisione drastica: non appena possibile avrei abbandonato quel mondo che
non era più il mio mondo! Non c'era nulla che io potessi dare ai miei alunni che erano la mia vita.
L'anno scolastico iniziò.
Mi trovai a vivere la più bella esperienza di sempre.
Entrai in una scuola in cui c'erano tutti insegnanti portatori di esperienze di vita che si
travasavano su tutti gli alunni.
Una organizzazione interna, a dir poco, fantastica in cui i ragazzi vivevano le loro esperienze
usando quella dei docenti. Un altro mondo. Fu così che cominciai a pensare che non è l'insegnante
che insegna ma la vita attraverso gli insegnanti. LIFETEACHES
Gli architetti, prima di realizzare un progetto ne realizzano il plastico.
Anche la nostra è una rappresentazione in scala della realtà che vogliono concretizzare.
Nel plastico si evidenziano le caratteristiche del progetto: cioè un modello creato per
rappresentare una immaginata realtà futura, da rendere evidente al profano.
Un pittore rappresenta, su una tela, ciò che vede, l'artista trasmette con la pittura quanto
egli ha visto e/o sentito; in qualche modo comunica le sue sensazioni con forme e colori.
Un poeta fa la stessa cosa utilizzando le parole.
Un grande attore riproduce le sensazioni per mezzo di gesta e voce.
Chi fa arte usa simboli per partecipare agli altri le sue visioni.
La matematica è di più, in quanto sistema vivente indipendente dall'uomo.
Essa è interpretata e rappresentata dalla mente.
Ciascun uomo può individuarne una parte, piccola o grande che sia, leggerla, intraprenderla e
trasmetterla. Per esercitare quest'ultima funzione si è pensato all'uso dei simboli matematici
attraverso i quali si trasmette il pensiero puro.
Guardate come hanno usato la mente ragazzi 14-enni nel mio liceo
artistico!